La campagna del governo al Sì del Referndum sulla giustizia è stata ed è tuttora battente, dove ogni appiglio, ogni situazione è valida per tirare acqua al proprio mulino.
Fa specie che una premier di governo con tutti i gravi problemi che ci sono (anche se la guerra in Iran al momento non ci tocca direttamente, nel senso che non siamo stati colpiti militarmente, avrà un impatto pesante sull’economia e soprattutto sulle tasche degli italiani con tutti i rincari che ci saranno), parli del caso della famiglia del bosco per attaccare la magistratura (si può parlare se sia giusto o meno quanto avvenuto, ma va ricordato che non si è dinanzi a un caso unico, dato che ci sono migliaia di casi di minori che vivono lontano dalla famiglia originaria), facendo capire che col Sì situazioni del genere non avverrebbero.
Gli esponenti del governo non si fermano qui: la capa di gabinetto di Nordio asserisce che se vince il Sì i giovani che vanno via ritorneranno nel nostro Paese, perché così la magistratura riacquisirà credibilità e dunque le aziende si fideranno del nostro Paese e torneranno a investire, i giovani che vanno via perché non si fidano del nostro Paese ritorneranno a fidarsi. Più che una forzatura, questa è una sparata bella grossa, perché se i giovani sono andati all’estero a lavorare è perché hanno condizioni di lavoro migliori a partire da quelle economiche, per non parlare di prospettive di carriere che in Italia non ci sono. I giovani se ne sono andati perché l’Italia è un paese che non dà opportunità, ma che spesso sputa in faccia a chi lavora con merito e impegno e l’eventuale vittoria del Sì non li farebbe tornare, perché non cambierebbe la loro situazione. Va ricordato che la dottoressa Bartolozzi, la capa di gabinetto di Nordia, è sotto inchiesta per il caso Almasri, e forse è per questo che spinge tanto per il Sì: motivi personali, non pensieri altruistici rivolti ai giovani.
Del perché votare NO avevo già parlato in un precedente post e le continue manipolazioni del governo (si possono però anche chiamare col loro vero nome: prese in giro) non fanno che confermare tale scelta; se ci fosse bisogno di un altro punto di vista, se interessati, si può leggere anche questo articolo.






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In tanti anni che seguo la politica non ho mai visto una campagna mistificatoria, riguardo a un referendum, come quella di questo governo. È quasi incredibile.
Purtroppo vedo che ci si sta impegnando a fare sempre di peggio e vedo anche come viene considerata la gente, dato che si pensa possa sorbirsi e credere di tutto.