Già in passato ho parlato della verità (qui, qui e qui) e ieri mi sono ritrovato a tornarci a riflettere guardando un video di Fabrizio Valenza dal titolo La FINE della VERITÀ? Da Pilato all’Intelligenza Artificiale (passando per la TV).
Riporto qui il commento che ho lasciato
La verità è un argomento complesso, ma ritengo che sia più appropriato dire che esistono tante verità. Alcune sono realmente tali, a esempio che senza ossigeno noi moriamo, stessa sorte si subisce se non si beve, mangia o dorme per un determinato lasso di tempo; tutto ciò è difficilmente criticabile. Direi anche che tra queste verità c’è la gravità, le forze elettromagnetiche, ma di sicuro c’è chi le mette in discussione (c’è ancora chi dice che la Terra è piatta, quindi…); una verità sicura oggi è che si mette in discussione tutto e si fa fatica a distinguere il vero dall’invenzione, dal falso. Social, IA, ma anche giornalisti e soprattutto politici, fanno in modo che si dubiti di quello che si vede e si sente: o si è presenti e si è testimoni di quanto accade, oppure è difficile avere riscontri di quello che accade, vuoi per errori nel riportare quanto accaduto, vuoi perché si manipolano i fatti. Per scremare il vero dal falso occorrerebbe avere più fonti, fare controlli incrociati, ma anche così diventa difficile riuscire ad arrivare alla verità. Tutto questo non penso che porterà a nulla di buono: sempre più incertezza, sempre più diffidenza e pertanto sempre più isolamento perché non ci si potrà fidare di nessuno. La perdita di punti fermi un tempo esistenti (credi religiosi, politici) lascerà gli individui come dei naufraghi soli in mezzo all’oceano e questo porta alla paura e la paura non porta certo elementi positivi. Non che quei punti fermi fossero positivi: politica e religioni hanno manipolato, raccontato mezze verità per il proprio tornaconto, per legare a sé le persone, perché più persone si avevano al seguito, più si aveva potere (i numeri sono potere e più sono grandi più grande è il potere); hanno controllato le persone, limitando o annullando la loro libertà. Il problema è che tolti quei punti fermi si è commesso l’errore di dare libertà alle persone non capendo che questa non è libertà, ma soltanto caos. Forse allora la verità è consapevolezza e la prima consapevolezza da scoprire è che si è allo sbando: riconoscere questo è il primo passo che per avviarsi verso la scoperta di cosa essa sia. Ma prima di partire verso questa scoperta è meglio prima ricercare la verità su se stessi.






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La verità se la passa male da sempre, ma adesso che anche un video (o una foto) può essere falsificato, siamo davvero nell’epoca della post-verità
Adesso basta che il primo che passa dica una boiata che anche realtà consolidate vengano messe in discussione.