La locanda dei gatti e dei ricordi

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La locanda dei gatti e dei ricordiLa locanda dei gatti e dei ricordi è una raccolta di quattro racconti che ruota attorno alla perdita e alla sua accettazione/superamento. Non conosco il giapponese, ma stando al traduttore di Google “Chibinekotei No Omoidegohan: Kuroneko to Hatsukiu Sandwich” vuol dire “Pasti memorabili al Chibineko-tei: il gatto nero e il sandwich di Hatsuki”, secondo Deepl Translate significa “Il pasto dei ricordi di Chibinekotei: il panino con il gatto nero e il primo autunno”; sinceramente non so quale delle due versioni sia quella più esatta, ma entrambe concordano su una cosa: c’è solo un gatto, proprio com’è nel romanzo. Allora la domanda sorge spontanea: perché nella traduzione italiana viene usato il termine “i gatti” quando il rappresentante felino nella locanda di Yuta Takahashi è uno soltanto?
Tralasciando questo particolare, La locanda dei gatti e dei ricordi è un romanzo che si legge velocemente, affrontando le vicende di quattro protagonisti: una ragazza che ha perso il fratello, un bambino cui è venuta a mancare una compagna di studi di cui si era innamorato, un anziano che ha perso la moglie e un giovane uomo la cui madre è morta da poco. Anche se queste quattro figure avranno modo d’interagire tra loro, ciò che li accomuna è il kagezen, il vassoio d’ombra, il pasto tradizionale giapponese che si cucina per chi non c’è più; secondo alcune storie pare che, mentre il cibo è ancora caldo (il calore/vapore è ciò di cui si cibano gli spiriti), per una volta soltanto, è possibile entrare in contatto con un defunto di cui si sente maggiormente la mancanza. Per ogni defunto il pasto è diverso, dato che per ogni persona c’è un cibo diverso legato a un ricordo con una persona cui si teneva.
Yuta Takashashi con tono delicato affronta un tema non facile come quello della morte, dove la tristezza inevitabilmente non può mancare, ma non scade in sentimentalismo né si compiace nel far vedere la sofferenza dei protagonisti, semplicemente mostra un elemento della vita che inevitabilmente tutti incontrano, rendendo La locanda dei gatti e dei ricordi un libro che alla fine della lettura lascia qualcosa di buono.

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