Da tempo ormai la fiducia degli individui verso le istituzioni è calata, e continua a farlo anno dopo anno; se questo è avvenuto, è perché è stato cercato: ogni corda ha un proprio punto di rottura. E di corde tirate troppo ce ne sono state molte.
Le istituzioni non hanno fatto altro che usare parole per modificare o nascondere la realtà, per non far vedere quello che non hanno fatto o che hanno fatto male, per celare le loro mancanze; tante parole per ammansire la gente, per illuderle, per brandirle con promesse a cui non seguono mai fatti.
Le persone credono che non si possa fare nulla contro di esse perché troppo grandi, con troppo potere tra le mani per essere contrastate. Questo in parte è vero: le istituzioni sono potenti, possono schiacciare con facilità un singolo individuo. Tuttavia, si provi a pensare da dove arriva questo potere e per farlo si prendano come esempio i vampiri: esseri oscuri che tramano alle spalle degli uomini, che se ne stanno nell’oscurità, che possiedono terrificanti poteri, disprezzanti dei comuni mortali per la loro debolezza, per la loro impotenza. Ma proprio coloro che disprezzano, sono ciò che gli permette di esistere; senza, sparirebbero.
Le istituzioni sono come queste figure del folclore che si cibano delle energie della popolazione: la sfruttano, la disprezzano, ma se non ci fosse, anche loro perderebbero la facoltà d’esistere. Come queste creature, le istituzioni lavorano all’insaputa delle persone, chiuse nelle loro aule a fare leggi, prendere decisioni, che tanto di aiuto per le persone non sono.
In tutto ciò non c’è giustizia. Ed è proprio la mancanza di giustizia che ha allontanato le persone dalle istituzioni, perché sanno che la legge verrà piegata in favore dei potenti, di chi ha denaro, perché vedono che i problemi non vengono risolti, alle parole non seguono fatti: solo discorsi vuoti atti a imbonire le masse che fanno perdere credibilità.
E la credibilità una volta persa è difficile da recuperare.
Estratto da Ritrovare la capacità di pensiero.






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