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Controllo

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I figli di dune: il controlloCiò che voi del direttorato della. CHOAM sembrate incapaci di capire è che, assai raramente il commercio può vantare vere fedeltà. Quando è stata l’ultima volta che avete sentito parlare di un impiegato che ha dato la vita per la sua compagnia? II vostro errore fondamentale è la convinzione che sia possibile ordinare alla gente di pensare e di collaborare secondo la vostra volontà. Ciò ha sempre fallito, da quando esiste la storia, dalle religioni alle organizzazioni militari. Le organizzazioni militari hanno una lunga tradizione, tra coloro che hanno più contribuito a distruggere le proprie nazioni… E per quanto riguarda le religioni, vi raccomando una rilettura di Tommaso d’Aquino. In quanto a voi, della CHOAM, a che razza di sciocchezze credete! Gli uomini devono voler fare le cose spinti dai propri impulsi più profondi e autentici. È la gente, sono i singoli individui, e non le organizzazioni commerciali o le strutture gerarchiche, che fanno funzionare le grandi civiltà. Il destino di una civiltà dipende dalla qualità degli individui che produce.. Se voi super-organizzate gli uomini, se li seppellite sotto cumuli di regolamenti e di leggi, sopprimete il loro naturale impulso verso la grandezza… essi non sono piú in grado di operare, e la loro civiltà crolla. (1)

La mania del controllo, o ipercontrollo, come spiega la psicologia, è una problematica che spinge gli individui a voler tenere tutto e tutti sotto controllo, tentando di prevenire ogni cosa, dalle varie situazioni al comportamento altrui; uno stato ansioso che non fa vivere bene non solo l’individuo che lo attua, ma anche chi gli sta accanto, dato che questa ansia viene avvertita dagli altri, e spesso arriva a condizionare pure la loro vita. Tutto ciò porta un malessere crescente, che diventa soffocante, che è invasione, dove non si è più protagonisti della propria vita poiché è l’altro a volerla gestire.
Questa patologia che colpisce le singole persone può essere trasposta dall’individuo alla società attuale, visto che viviamo in un mondo che controlla e vuole controllare sempre di più. Se si osserva, la libertà dell’individuo è sempre minore, con i suoi movimenti che vengono monitorati sempre di più. Un esempio lo sono i social, come se ne è parlato nel capitolo Sulla rete. Poi lo sono gli smartphone con le varie app che controllano gli spostamenti. Poi gli acquisti online e quelli con carte di credito. Poi l’uso della tessera sanitaria per gli acquisti in farmacia. Poi le telecamere che sorvegliano strutture, negozi, abitazioni. Autovelox, semafori photored. Tutti questi sono strumenti di controllo e sono solo alcuni dei tanti, creati, stando agli intenti, per migliorare la vita dell’uomo, renderla più tranquilla, più semplice, più sicura. Ma di fondo, questa società sempre più controllante e monopolizzante, con la sua ansia di tenere tutto monitorato, diventa soffocante e la qualità dell’individuo ne risente, divenendo peggiore col passare del tempo. Controllando in continuazione le persone si applica una pressione che diventa un disagio sempre maggiore; con tale modo di fare si prosciugano le energie, la voglia di fare, si blocca la creatività, aumenta l’aggressività.
La società non se ne rende conto, ma più controlla e più vuole controllare, divenendo ossessiva, prepotente e sopraffacente. Questa società è malata e andrebbe aiutata, ma vuole essere aiutata? Vuole davvero rinunciare al potere di gestire la vita di tutti? Di controllarla in ogni suo attimo?
I fatti, purtroppo, stanno dicendo di no.
(2)

1. I figli di Dune. Frank Herbert. Editrice Nord, 1977, pag.310
2. Ritrovare la capacità di pensiero.

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