Archivi giornalieri: 2 Agosto 2026

Berserk 43

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Stando alle parole di Kouji Mori nelle ultime pagine di Berserk 43 (Collection) l’arco narrativo che sta venendo narrato per Kentaro Miura era molto importante perché (riportando le parole del compianto maestro) “Quando (Gatsu) perderà tutto, si dispererà”, “Questa disperazione è assolutamente indispensabile per Gatsu”; persa Caska rapita da Grifis, il suo scopo di vendicarsi in apparenza fallito per non essere riuscito a colpire quello che un tempo era stato un amico, le convinzioni e il mondo di Gatsu crollano, lasciandolo vuoto, senza più forze. Venendo meno tutto quello su cui aveva basato la sua vita (la spada che non è riuscita a fare nulla contro Grfis), la sua rabbia, il suo odio lo abbandonano lasciandolo senza nulla.
Con Gatsu in stato catatonico prima, poi catturato e imprigionato dai Kushan, tutta l’azione sulle spalle di Shilat, che si ritrova a combattere contro Laqushas, il Barkilaka reietto, ora Apostolo del Falco di Luce e suo assassino: i due si affrontano durante il consiglio militare dell’Impero Kushan, con il temibile nemico che apre i cancelli dell’altro mondo facendo giungere nella città Kushan una legione troll che cominciano a spargere morte per le strade. Con Shilke fuori gioco sarà Farnese a intervenire e usare la magia per indebolire il loro potere e permettere di contrattaccare. Lo scontro volgere a favore dei Kushan e degli alleati di Gatsu, ma ciò non significa che è tutto a posto: Gatsu è accusato da Daiba, essendo portatore del Marchio Maledetto, di essere la causa dell’attacco, avendo richiamato i demoni. Viene così deciso di rinchiuderlo in uno Stupa, un’antica sacra tomba dimenticata; questo, seconda una mia impressione, ha dei rimandi evangelici, a quando Gesù morto viene seppellito nel sepolcro e poi risorge; certo, Gatsu non è morto, ma ha desiderato la morte e senza il suo spirito è come se lo fosse, entrare nella Stupa è un modo per ritrovarsi e “risorgere” più forte di prima.
Il lavoro fatto dallo Stuio Gaga sotto la supervisione di Mori si mantiene su un buon livello, sebbene si possa percepire, in alcune tavole, che ci sono delle differenze con il tratto di Miura; tuttavia ho potuto notare in questo Berserk 43 delle scelte stilistiche che Miura non avrebbe fatto, come dimostrato le immagini qui sotto: Kentaro non avrebbe usato delle semplici sagome nere per i troll, ma avrebbe lavorato in altro modo. In altri manga questo non sarebbe sbagliato, ma in un’opera come Berserk tutto ciò stona.

Berserk 43

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