Nelle settimane passate ho visto un paio di video di Yasmina Pani riguardo com’è la scrittura adesso.
Poi ho visto quest’altro di Andrea Passador: https://www.youtube.com/watch?v=V3PmVUqjazw
Tutto ciò è sconsolante, ma non è una cosa nuova, l’involuzione della scrittura è un processo iniziato da tempo, ancor prima che iniziassi a fare delle collaborazioni online, cosa che risale ormai a una quindicina di anni fa; già allora venivano mosse delle critiche su come scrivevo, asserendo che non dovevo usare il punto e virgola, che dovevo usare frasi lunghe una, al massimo due righe, che dovevo limitare i termini da usare. Non sono mai stato d’accordo con questa modalità di lavoro, come già detto in un precedente articolo, e non mi sono adeguato per una questione di rispetto, verso me stesso, verso la lingua italiana e verso i lettori, perché (mi si scusi la franchezza) non li reputo dei deficienti; vero, sono abituati a cose (sempre più) semplici, quindi possono fare più fatica quando trovano un diverso livello di scrittura, ma sono convinto che con costanza e abitudine possono far salire il loro livello di conoscenza (sia per quanto riguarda la lingua, sia per quanto riguarda le modalità di scrittura).
Viene da porsi una domanda: il livello di scrittura attuale è tale perché ci si adegua al livello medio delle persone oppure perché si vuole usare un livello basilare per mantenere il livello delle persone nella media?
Senza andare nel complottismo, è risaputo che meno conoscenza si ha, più questa mancanza di conoscenza influisce sui processi mentali, facenso perdere capacità di analizzare situazioni, questioni, problemi. Ed è risaputo che una massa ignorante è maggiormente manipolabile da chi sta in alto (vedere cosa hanno fatto religioni e regimi). Come è risaputo che all’umo piace stare nel conosciuto, perché è confortante leggere, vedere, copioni che non si distaccano da ciò che piace, è confortante usare un linguaggio che usa sempre i soliti termini. La sicurezza è una buona cosa, ma lo è sempre? A questo quesito forse è bene rispondere con le parole usate da V nel film V per Vendetta.
Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere e sottomettervi.
Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole… non c’è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura, e chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie: c’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, e il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere: Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso obbediente consenso.



