Ripropongo parte del commento fatto su un articolo scritto da Bruno sul suo sito.
“Il 25 aprile è sempre stata una festa divisiva perché è nata sul compromesso, su quella cosa chiamata riconciliazione: mentre in Germania c’erano processi, in Italia praticamente l’hanno voluta far finire a tarallucci e vino. “Ma sì, abbiamo fatto qualche errorino, dimentichiamocene, facciamo che tutto è come prima”. Il problema è che il fascismo ha ispirato in nazismo, causando una delle catastrofi peggiori create dall’uomo: sessanta milioni di morti, orrori, odi senza fine, paesi devastasti, eccidi, campi di concentramento. Chi ha aiutato i carnefici ed è stato carnefice è rimasto a piede libero e la mentalità, la cultura di morte e distruzione di cui è stato portatore esiste ancora ed è andata al potere.
Caliamo un velo pietoso su Israele, che non ha imparato dalla storia e ora è carnefice come chi lo è stato in passato.”
Luca e Paolo nella loro copertina hanno fatto un quadro ancora più chiaro.
Si parla del 25 aprile e di come sia (forse lo è sempre stata) una festa divisiva, ma ormai le divisioni sono tantissime: si guardi a quello che fa Trump, Israele, la Russia, ma senza guardare a livello internazione, limitandoci all’Italia, con le divisioni interno del governo che spesso si fa opposizione da solo, ma non solo lì, basti vedere quello che sta succedendo con il caso degli arbitri del calcio. Più si va a guardare in piccolo, più si vede che le divisioni imperversano: nella scuola, tra i coetanei, non parliamo della famiglia che si sta disgregando, quando si arriva a non formarsi proprio (e va già bene così, meglio che finire in tragedia come spesso, purtroppo, si vede).
Siamo in un mondo sempre più diviso e divisivo, con le persone che si riducono a essere sempre più isole causa un sistema sempre più nocivo e opprimente.






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