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Gone

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GoneGone di Michael Grant è il tipico salto nel buio, ovvero un libro che si prende senza sapere nulla di esso, basandosi solo sulla quarta di copertina e sul sottotitolo della copertina “Un mondo senza adulti. Le prime 299 ore.”; la prima impressione avuta è stata di essere davanti a una versione recente di Il signore delle mosche di William Golding. Impressione direi un pochino sbagliata, come ho avuto modo poi di costatare leggengolo: visto che si trattava di un book crossing, non ho avuto modo di documentarmi prima (cosa che faccio per gli acquisti) e ho deciso di “tentare la fortuna”. Poteva andare peggio, ma poteva andare anche meglio, dato che si tratta di uno young adult e come tale è scritto (come tanti ya moderni), con uno stile semplice, immediato, forse troppo semplice e immediato per i miei gusti; capisco che si ricerchi questo modo di scrivere per essere vicini ai giovani, ma qui mi sembra che si ricerchi troppo la semplicità. Che i ragazzi d’oggi abbiano bisogno che si scriva così?
A me verrebbe da dire di no, ma probabilmente il mio errore è basarmi sulla mia esperienza (alle medie leggevo Hemingway, ed ero arrivato lì leggendo prima Dumas, London, Verne, Kipling) e visti i livelli d’attenzione e di conoscenze dei giovanissimi, forse la scelta di stile e lessico fatta è quella giusta, che non si adatta molto ormai a quanto mi aspetto da un romanzo. Penso però che si sarebbe potuto osare un pochino di più, così da spingere i ragazzi a fare dei passettini in avanti.
Cosa dire del romanzo oltre a questo? A parte un mondo (o una parte di mondo) senza adulti, dove i ragazzi si governano da sé, i punti di contatto con Il signore delle mosche finiscono qui; Gone, in poche parole, è quando gli X-men incontrano The Dome di Stephen King.
Gone può essere definito un romanzo di fantascienza: tutte le persone sopra i quindici anni spariscono e i ragazzi che rimangono sviluppano dei superpoteri. C’è chi può teletrasportarsi, chi diventa tipo la Cosa dei Fantastici Quattro, chi può spostare gli oggetti con poteri telecinetici, chi è superveloce, chi guarisce col tocco delle mani. Si creano due fazioni, chi cerca di mantenere una sorta di ordine e chi vuole comandare sugli altri; c’è chi cerca di scoprire il mistero della sparizione degli adulti (mistero risolto), chi svelare cosa c’è dietro la sparizione improvvisa di quando si compiono quindici anni. E poi c’è l’Oscurità.
Il finale di Gone è aperto, com’è logico che sia, dato che si è dinanzi al primo volume di una serie di cinque. Merita di proseguire la lettura? Per un adolescente probabilmente sì, personalmente ricerco qualcosa di più complesso, specie per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi che in questo caso è abbastanza piatta.