In diversi della mia generazione (anni 80 o giù di lì) si ricorderanno dell’anime Occhi di gatto (era trasmesso quand’ero piccolo sulle reti Mediaset durante il programma Bim Bum Bam), tratto dal manga omonimo di Tsukasa Hōjō (lo stesso autore di City Hunter, opera successiva e in minima parte legata a Occhi di Gatto, dato che uno dei personaggi ha comprato il bar delle tre sorelle ladre); per chi non sapesse la storia, Sheila, Kelly e Tati gestiscono un bar che funge però da copertura per la loro reale attività, recuperare tutte le opere del padre, Michael Heinz, famoso artista degli anni ’40 scomparso e che sperano di ritrovare attraverso indizi ottenuti dalle opere che rubano. Sono passati tanti anni (troppi) da quando lo vedevo, ma da quel che ricordo, non c’era un finale, con ogni puntata dedicato a un furto e i tentativi vani della polizia (specie del detective Matthew Hisman, fidanzato di Sheila e completamente ignaro dell’identità della sua ragazza) di fermare le tre sorelle ladre.
Nel 2024 è stata realizzata una serie televisiva, adattata e ambientata in Francia. I nomi delle ragazze sono stati cambiati, così come quello del detective, ma si è rimasti sulla falsa riga dell’originale: le tre sorelle, dopo una separazione iniziale, si ritrovano e Sylia e Alexia devono costatare che Tamara aveva ragione, ovvero che il padre, collezionista d’arte, è stato ucciso, il rogo in cui è morto non è stato un incidente, ma un mezzo per coprire il furto delle opere che possedeva nella sua galleria. Attraverso il recupero di esse (in uno dei quadri è nascosta una scheda di memoria che il padre ha dato a Silya sospettando che stesse per succedergli qualcosa) si può fare luce su quanto accaduto.
Premesso che ho visto solo le prime due puntate trasmesse su Rai2, devo dire che la serie non mi è dispiaciuta (sinceramente, pensavo peggio): niente biglietti da visita usati come stelle ninjia, scarpe da tennis al posto di stivaletti coi tacchi a spillo (molto più adatte se si deve correre sui tetti e arrampicarsi o scedere dai palazzi), la serie tv ha una trama più precisa rispetto all’anime e soprattutto ha un unico nemico con cui aver a che fare. Certo non tutto è perfetto (i personaggi che scimmiottano altri personaggi non è proprio il massimo), ma Occhi di gatto è una visione godibile (almeno per il momento).






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