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Non ci resta che piangere

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Non ci resta che piangere, questo era il titolo del film del 1984 con Massimo Troisi e Roberto Benigni. Un titolo che ben si adatta alle prossime elezioni che si terranno il 4 marzo: qualunque sarà l’esito, chiunque vincerà, non farà certo migliorare il quadro (già brutto) che si sta vivendo. PD, Lega, M5S, FI. Centrodestra, destra, sinistra, centrosinistra. Non c’è nessuno in grado di dare una svolta positiva al paese. Troppo impegnati a darsi contro l’uno con l’altro per pensare a soluzioni. Troppo impegnati a pensare d’ottenere la poltrona del comando per occuparsi dei problemi reali e risolverli. Ognuno si autoincensa, si definisce migliore degli altri, diverso dagli altri, ma la verità è che sono tutti uguali: si è arrivati al punto che non c’è più distinzione tra un partito e l’altro, visto che non si hanno idee capaci di renderli riconoscibili uno dall’altro. Proprio come succede in La fattoria degli animali di George Orwell.

…mentre gli animali di fuori fissavano la scena, sembrò loro che qualcosa di strano stesse accadendo. Che cosa c’era di mutato nei visi dei porci? Gli occhi stanchi di Berta andavano dall’uno all’altro grugno. Alcuni avevano cinque menti, altri quattro, altri tre. Ma che cos’era che sembrava dissolversi e trasformarsi? Poi, finiti gli applausi, la compagnia riprese le carte e continuò la partita interrotta, e gli animali silenziosamente si ritirarono.
Ma non avevano percorso venti metri che si fermarono di botto. Un clamore di voci veniva dalla casa colonica. Si precipitarono indietro e di nuovo spiarono dalla finestra. Sì, era scoppiato un violento litigio. Vi erano grida, colpi vibrati sulla tavola, acuti sguardi di sospetto, proteste furiose. Lo scompiglio pareva esser stato provocato dal fatto che Napoleon e il signor Pilkington avevano ciascuno e simultaneamente giocato un asso di spade.
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due
. (1)

Come si scriveva all’inizio, non ci resta che piangere.

1. La fattoria degli animali. George Orwell. Arnoldo Mondadori Editore 1996, pag.104

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