Jonathan Livingston e il Vangelo

Jonathan Livingston e il Vangelo

L’Ultimo Demone

L'Ultimo Demone

L’Ultimo Potere

L'Ultimo Potere

Strade Nascoste

Strade Nascoste

Inferno e Paradiso (racconto)

Non Siete Intoccabili (romanzo)

Lontano dalla Terra (racconto)

365 storie d’amore

365 storie d'amore

L’Ultimo Baluardo (racconto)

365 Racconti di Natale

365 racconti di Natale

Il magazzino dei mondi 2

Il magazzino dei mondi 2

365 racconti d’estate

Il magazzino dei mondi 2

Wikio vote

http://www.wikio.it

febbraio: 2018
L M M G V S D
« Gen    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728  

Archivio

Lo sguardo rivolto al passato

No Gravatar

A tutti è capito di fermarsi e guardare con nostalgia o con un sorriso il passato. I ricordi, se piacevoli, possono essere una bella cosa. Il ricordare è una cosa importante, perché serve a capire gli errori fatti e a cercare di non ripeterli. Ma vivere con lo sguardo sempre rivolto al passato non è una buona cosa, perché non fa vivere il presente: questo è un atteggiamento che nella società attuale viene perpetrato, come se il passato fosse meglio del presente, aggrappandosi a esso con la speranza che torni.
Il passato però è passato e non può tornare: ciò che è stato non può essere riportato in vita.
Eppure, si continua ad agire cercando di farlo rivivere. Basta vedere le tante reunion di band o cast serie tv passate che si fanno, le trasmissioni tv dedicate agli anni trascorsi (es. 90 special), i remake di film di successo del passato. I risultati dimostrano che queste “resurrezioni” non sono ben riuscite, un po’ come avviene in Pet Semetary di Stephen King, dove i morti seppelliti nel cimitero indiano tornano a nuova vita, ma sono qualcosa di abbrutito, che sarebbe stato meglio non risvegliare perché non hanno più nulla dell’originale: sono solo una cosa distorta.
Perché tanti fanno così?
Perché si vive in un presente che non piace e si cerca rifugio in qualcosa che ha fatto stare bene, sperando di alleviare, se non far scomparire, la sofferenza. Ma questo non serve, perché prima o poi bisogna risvegliarsi dai sogni e avere a che fare con la realtà.
Non è solo questo però: si ha la percezione che oltre il presente ci sia un vuoto di futuro, ovvero che si sia arrivati al massimo dell’evoluzione e non ci sia più nulla da scoprire, avendo già tutto il possibile. Il futuro non serve: pare questa essere la convinzione che in molti hanno sviluppato, almeno stando a quanto fa notare Igor Sibaldi; ma di ciò se ne parlerà di più in futuro quando si approfondirà la conoscenza del libro Il mondo dei desideri.
Nell’attesa, consiglio la lettura del bel racconto scritto da Ghigo (utente di WD): rende perfettamente quanto scritto.

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>