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La zona morta

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La zona mortaLa zona morta è un romanzo di Stephen King del 1979 e vede per protagonista John Smith, un giovane che, dopo essere stato in coma per più di quattro anni a seguito di un incidente, acquisisce il potere, toccando oggetti o persone, di vedere eventi del passato. Questo almeno all’inizio, perché con il tempo John riesce a vedere eventi che ancora devono accadere: grazie a esso evita la morte di un suo studente e dei suoi amici da un incendio, ma lo tormenta il fatto che poteva fare di più, che poteva salvare più vite. La colpa non è sua dato, che tanti non hanno creduto nel suo monito, ma il senso di colpa lo tormenta e si ritrova davanti a una scelta molto difficile: ascoltare la visione avuta dalla zona morta del suo cervello (così chiama il punto dal quale parte ciò che vede e che è la zona traumatizzata dall’incidente) oppure cercare prove sulla fondatezza di ciò che ha visto? Perché la scelta che deve fare è una scelta dal quale non potrà tornare indietro; senza contare che il tumore che ha colpito il suo cervello, e che causa tremendi mal di testa, non gli dà molto tempo per agire.
John si trova così a prendere la decisione di uccidere Greg Stillson, un politico senza scrupoli che ha fatto carriera a suon di porcate e che diverrà in futuro presidente degli Stati Uniti, causando una guerra nucleare. John non riuscirà a eliminare Stillson e perderà la vita nel tentativo, ma la sua azione smaschererà la natura folle di Greg, distruggendo la sua carriera politica e impedendo così che diventi presidente, evitando un disastro mondiale.

La zona morta è un romanzo scorrevole e avvincente, che fa riflettere sulla responsabilità dell’individuo nei confronti della società. John ha un potere, secondo la madre voluto da Dio, che va usato per il bene di tutti. Per un pezzo John cerca di isolarsi dal mondo, lontano dalle richieste di tante persone che vogliono che usi i suoi poteri per esaudire le loro richieste, cercando di ricostruirsi una vita che gli è stata portata via da un incidente causato da stupidi ragazzi che facevano una gara con le auto: ha perso il suo lavoro d’insegnante (a causa dell’aver risolto il caso di un serial killer che uccideva da anni le donne, la scuola per cui lavorava non ha più voluto avere a che fare con lui); Sara, la ragazza che amava, si è sposata con un altro ritenendo che lui non si sarebbe mai più svegliato dal coma; la madre, divenuta una fanatica religiosa in seguito al suo incidente, muore vedendo come viene trattato dalla stampa durante una conferenza.
Proprio il ricordo della madre, con le parole “fa’ il tuo dovere, Johnny”, lo spingono ad agire in una certa maniera per non avere sulla coscienza un numero indefinito di vittime.
Fosse stato scritto di recente, La zona morta probabilmente non sarebbe stato pubblicato, dato che tratta di quello che può essere considerato un attentatore che colpisce una carica politica. Fortunatamente le cose non sono andate così: La zona morta è un romanzo che dovrebbe essere letto da tanti per far capire come le persone dovrebbero fermare i politici quando portano il loro paese verso una condizione disastrosa. A questo va aggiunto che affronta molto bene il tema della solitudine degli individui che si distaccano e distinguono dalla massa, e di come la diversità non venga ben accolta; soprattutto colpisce come è mostrata la paura delle persone verso ciò che non capiscono.
Oltre alla lettura del libro, si consiglia la visione dell’omonimo film realizzato nel 1983 da David Cronenberg, con John Smith interpretato ottimamente da Christopher Walken, che con profondità e delicatezza mostra il dramma interiore del protagonista.

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