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Kafka sulla spiaggia

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Kafka sulla spiaggiaKafka sulla spiaggia è un’opera di Haruki Murakami realizzata nel 2002. Un romanzo particolare e non solo per la storia che racconta, ma anche per la struttura usata: i capitoli si alternano narrando le vicende dei due protagonisti, Kafka e Nakata. Non è questa però la vera particolarità, ma l’uso di due punti di vista differenti: per il giovane Kafka, Murakami usa la prima persona, per il vecchio Nakata, la terza.
Il romanzo inizia con la fuga di casa di Kafka per sfuggire non solo da un ambiente che non sente suo, dove non è amato, ma anche per evitare la profezia fatta da suo padre, che ricalca il mito di Edipo (l’eroe greco uccide il padre e giace con la madre). Ma la storia inizia prima della sua nascita, quando qualcuno ha aperto la pietra dell’entrata, cambiando così il corso degli eventi. Toccherà all’anziano Nakata rimediare a questo. Anche se abitano vicino, i due non s’incontreranno mai di persona, non sapranno nulla l’uno dell’altro, ma i loro destini sono correlati e le azioni di uno avranno influenza sulla vita dell’altro.
Più di altre opere di Murakami, Kafka sulla spiaggia gioca sul mistero e sulle cose non dette e non chiarite. Rimane un mistero quello che è successo a Nakata da bambino, con quell’incidente particolare dove lui e tutti i suoi compagni sono svenuti per alcune ore, ma con lui che è l’unico rimasto incosciente per diverse settimane e al risveglio aveva perso la capacità di leggere e di scrivere e metà della sua ombra, ma aveva acquisito la capacità di parlare con i gatti. È un mistero il ragazzo chiamato Corvo che ogni tanto appare a consigliare Kafka: non si tratta di un personaggio creato dalla mente del ragazzo, ma non è neppure un essere della realtà materiale; forse si tratta di uno spirito o di qualcosa del genere.
Kafka sulla spiaggia è un romanzo pieno di personaggi particolari. Il signor Oshima, la signora Saeki, gatti che parlano, Johnnie Walker, il colonnello Sanders. Come in altre opere di Murakami ci sono dei temi ricorrenti: la casa isolata sulle montagne dove per un certo periodo un personaggio vi si rifugia, la musica che accompagna e ha un ruolo importante per i protagonisti, un luogo dove il tempo non scorre; anche Kafka sulla spiaggia prende il titolo da una canzone che il protagonista ascolta (ma il titolo questa volta è riferito anche a un dipinto che ha un ruolo importante nelle vicende del ragazzo).
Come già detto, un’opera particolare, capace di lasciare un segno, facendo riflettere sul restare ancorati al passato e non riuscire ad andare avanti: per quanto difficile e amara, la vita va vissuta, rifugiarsi in luoghi immaginari o nel ricordo non fa ritornare quanto è trascorso.

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